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La sanità del futuro a Como e Varese

Si è tenuta oggi la tavola rotonda dal titolo “Come cambia la sanità dopo la pandemia? Conseguenze e opportunità per il territorio di Como e Varese” organizzata dalla Cisl dei Laghi e trasmessa in diretta sulla pagina Facebook dell’organizzazione sindacale.
La relazione iniziale, a cura di Pierluigi Rancati, componente di segreteria di Cisl Lombardia, ha fornito un excursus sulle sfide e la difficoltà affrontate dalla sanità lombarda prima e durante la pandemia e ha introdotto alcuni temi che risultano particolarmente interessanti per la Cisl, sia sul piano regionale che territoriale. Tra le questioni esposte, risultano fondamentali:  la garanzia che il sistema sanitario pubblico venga adeguatamente finanziato, che offra cure universalistiche e che non crei marginalità; lo snodo fondamentale riguarda il personale, affinché sia sufficiente per la risposta ai bisogni della Lombardia e propriamente qualificato per la somministrazione delle cure e una nuova visione della sanità del territorio.
I temi proposti da Marco Contessa, componente di segreteria della Cisl dei Laghi con delega ai temi della sanità, sono stati rivolti principalmente al territorio di Como e Varese con domande specifiche sul futuro dei piccoli ospedali della provincia di Varese, sulla carenza di posti letto in provincia di Como con la richiesta di un riutilizzo del vecchio ospedale S. Anna di Como in via Napoleona e sul progetto del nuovo ospedale che si intende realizzare in sostituzione degli ospedali di Busto e Gallarate. Sono inoltre stati posti quesiti sui tempi della riforma delle Legge 23/2015, sul futuro della ATS Insubria con la richiesta di realizzare una ATS per ogni provincia ed è stato posto un accento particolare sul ruolo del territorio e del rapporto con la realtà ospedaliera. Il tema socio assistenziale ha visto una particolare attenzione e alle RSA con i loro problemi e la necessità di implementare il ruolo degli infermieri di famiglia e gli ospedali di comunità. Infine si è voluto porre l’accento sul personale e sulla necessità di valorizzarlo sia dal punto di vista economico che professionale.
Alessandro Fermi, presidente del Consiglio Regionale della Lombardia, ha ribadito la necessità di un confronto costruttivo e partecipato tra tutte le forze politiche che sono al governo della Lombardia e che è fondamentale che con la riforma  l’ospedale si occupi solamente della sua attività circoscritta, risulti collegato meglio con la medicina del territorio e l’utente sappia a chi si deve rivolgere senza il rischio che rimanga senza risposte per i propri bisogni. Ha condiviso ed auspicato una revisione del numero dei posti letto/abitante per la provincia di Como e il conseguente riutilizzo del vecchio Sant’Anna. E’ anche stato concorde, inoltre, sulla necessità di valorizzare il rapporto territorio/ospedale e ha rimarcato che l’investimento sul personale rappresenta un obbligo se si vuol guardare al futuro con serenità.
Emanuele Monti, presidente della Commissione Sanità regionale, ha espresso la volontà di ascoltare con attenzione le proposte della Cisl per accoglierle nelle linee guida per la riforma, sottolineando che la riforma sanitaria non verrà concepita ex novo ma implementata anche in base alle risorse economiche a disposizione della regione. Sul tema ospedali ritiene fondamentale non perdere l’opportunità dell’ospedale nuovo nel basso varesotto e auspica che su questo tema vi sia ampia convergenza politica, istituzionale e sociale perché solo così potranno utilizzare i 500 milioni di euro destinati al progetto. Sui piccoli ospedali si è convenuto  sulla necessità di procedere alla riconversione/specializzazione di alcuni presidi che se non inseriti in un progetto più generale sono destinati a implodere e a non essere più efficaci. Sul tema rapporto territorio/ospedale si è concordi sulla necessità di rinfrancare il percorso con l’ipotesi di passare buona parte delle competenze oggi in capo ad ATS alle ASST mentre per le funzioni di controllo e programmazione dovrebbe essere creata una sola ATS regionale. Sul tema del personale vi è stata ampia condivisione sugli obiettivi fermo restando che il tema deve essere visto nella complessità di sistema e non deve generare una guerra tra soggetti interessati.
Samuele Astuti, consigliere regionale componente della Commissione Sanità, ritiene sia fondamentale superare le incongruenze normative che caratterizzavano la prima riforma e esprime preoccupazione per il tema dell’ospedale unico, che coinvolge il sindacato sul tema dell’occupazione. Ritiene importante il confronto odierno che ha aperto un dialogo sul merito dei contenuti senza pregiudizi precostituiti e, con i dovuti distinguo, condivide alcune valutazioni su quanto affermato dal presidente Fermi.  Si è espresso favorevolmente su un coinvolgimento attivo dei lavoratori che sono il fulcro di qualsiasi riforma. Ha espresso condivisione sulla necessità di porre in essere, nell’ambito dell’attività di Regione Lombardia, delle iniziative a sostegno delle strutture RSA, dei loro ospiti e delle loro famiglie. 
Daniele Magon, Segretario Generale della CISL dei Laghi, ha evidenziato la positività del confronto e del dibattito e auspica una traduzione degli intenti condivisi in azioni condivise. Ha rimarcato la necessità di garantire al sistema sanitario pubblico pari opportunità rispetto al privato soprattutto per le regole di sistema. Ha chiesto chiarezza sugli ospedali con particolare attenzione a Saronno che potrebbe confluire nella ASST Lariana.  Ha chiesto ad ATS investimenti certi sul tema della prevenzione soprattutto per quanto riguarda la sicurezza sul lavoro auspicando che tutti i lavoratori possano essere opportunamente valorizzati. Il Segretario Generale della Cisl dei Laghi ha ribadito la necessità per la nostra rete ospedaliera di aprire una fase straordinaria di attività al fine recuperare tutte quelle prestazioni no-covid19 che in questo periodo sono state tralasciate. 

 

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