LA TRAGEDIA DI BUSTO ARSIZIO: DANIELE MAGON: "SIAMO VICINI ALLA FAMIGLIA". CATERINA VALSECCHI: “NON SI PUO’ MORIRE DI LAVORO”. ROBERTO BENAGLIA “SUBITO UN INCONTRO STRAORDINARIO IN OGNI AZIENDA PER LA PREVENZIONE”

Disappunto, sconforto, amarezza per l’ennesima tragedia sul lavoro. La FIM Cisl dei Laghi è vicina alla famiglia dell’operaio morto questa mattina a Busto Arsizio, schiacciato da un tornio meccanico, mentre lavorava nel capannone dell’azienda metalmeccanica Bandera, leader mondiale nella progettazione e nella produzione di linee per l’estrusione di materie plastiche.

“L’ennesima tragedia sul lavoro accaduta oggi - commenta Caterina Valsecchi, segretario generale FIM CISL dei Laghi - ci sconvolge e ci tocca da vicino. Christian Martinelli, 49 anni, era iscritto alla Fim Cisl dei Laghi. Lascia la moglie e due bambine di 7 e 8 anni dentro un dolore che non ha spiegazioni. Siamo profondamente rammaricati e vicini alla famiglia ed ai suoi colleghi. Non si può morire di lavoro. Per questo continuiamo a combattere ogni giorno affinché tragedie come quella di oggi non abbiano a ripetersi mai più. Gli ultimi eventi di cronaca ci dicono di un preoccupante incremento degli infortuni mortali, ecco perché dobbiamo mantenere alto l’impegno perché non venga distolta attenzione al tema della sicurezza. Al momento sono in corso le indagini da parte degli organismi competenti, che dovranno chiarire le dinamiche dell’incidente. Ma quelle che stiamo vivendo sono soprattutto le ore del dolore, che dureranno a lungo. Presto dovrà arrivare però anche il tempo della verità, che andrà affrontata con chiarezza, perché non si debbano più vivere pagine drammatiche come quella di oggi”.

“Ormai è una conta senza fine - commenta Roberto Benaglia, segretario generale FIM CISL -. Christian era un nostro iscritto, la sua morte allunga la scia tragica di morti sul lavoro in questa stagione di ripresa produttiva. Dobbiamo riportare l’attenzione nelle fabbriche e in ogni luogo di lavoro dalla sola sicurezza legata alla pandemia, alla prevenzione degli infortuni, non possiamo permettere che la ripresa dei ritmi produttivi in corso, sia fatta a scapito della sicurezza, sacrificando vite umane. La pandemia, con la sua scia interminabile di morti ci ha insegnato che sulla sicurezza, in ogni sua declinazione, a partire dai luoghi di lavoro è un bene imprescindibile. Non è accettabile che si esca per andare al lavoro e non rientrare. Non ci sono più scusanti, troppe le parole spese sull’emotività del momento a cui non sono seguiti atti concreti. Siamo davanti ad un’emergenza nazionale, sono anni che lo ripetiamo senza essere ascoltati”.

“Vanno messe in campo azioni concrete per evitare che questa ripresa produttiva sia fatta sulla pelle delle persone - continua Benaglia -: serve investire perché sia rafforzata e irrobustita l’autorità ispettiva e investimenti economici sia sul piano formativo e culturale, che sulle condizioni e strumentazioni che permettano un lavoro sicuro. Proprio nel recente CCNL dei metalmeccanici abbiamo previsto norme e comportamenti che devono analizzare i rischi e i mancati incidenti, formando su questo le persone, per mettere in atto strategie e comportamenti idonei affinché accada l’irreparabile. Proponiamo che in ogni azienda metalmeccanica si tenga in questo mese di maggio un incontro straordinario tra sindacato e direzioni per analizzare e prevenire i rischi più legati alla ripartenza delle filiere produttive. Il lavoro dopo la pandemia deve essere più sicuro e non più pericoloso”.

"Esprimiamo il nostro cordoglio alla famiglia per questa ennesima tragedia - il commento di Daniele Magon, segretario generale Cisl dei Laghi - nella speranza che si tratti davvero dell'ultima volta in cui si verifica un fatto del genere".

Un presidio sarà organizzato davanti all’azienda di Busto Arsizio giovedì 6 maggio dalle 9,00 alle 11,00.

 

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