«VOGLIAMO RIFIATARE»: L’APPELLO DEI LAVORATORI DELLA SANITÀ

«Vogliamo rifiatare». Non si tratta di uno slogan, ma di una richiesta di aiuto. Stremato, dopo dodici mesi di trincea il personale sanitario è alla ricerca di ossigeno. Quell’aria che, fuor di metafora, significa tutele, sicurezza, sbocco delle ferie, rinforzi… e molto altro. A dare voce a queste necessità sono 𝗙𝗣 𝗖𝗚𝗜𝗟 𝗖𝗢𝗠𝗢, 𝗖𝗜𝗦𝗟 𝗙𝗣 𝗗𝗘𝗜 𝗟𝗔𝗚𝗛𝗜 𝗘 𝗨𝗜𝗟 𝗙𝗣𝗟 𝗗𝗘𝗟 𝗟𝗔𝗥𝗜𝗢.

Per la terza volta in 12 mesi – racconta un operatore, riferendosi alla terza ondata della pandemia -. Vivere nella plastica, familiarizzare con onicomicosi e dermatiti. Il personale è stremato e non ce la fa più a reggere questi ritmi. I turni di aprile 2021 ancora senza ferie e congedi. Ho fatto tre giorni di ferie negli ultimi sei mesi. Da aprile mi farò seguire dal servizio di supporto psicologico aziendale. Sento di non essere più lo stesso (non mi vergogno a dirlo). Turni programmati sempre con ore in più, lo spettro di attivazione di nuovi posti letto per far fronte all’emergenza. Non si riesce a conciliare più la famiglia, qualsiasi assenza si ripercuote sui poveri colleghi in turno. Una situazione che di emergenziale non ha più nulla. È un anno che si combatte sempre con la solita linea di personale. Ma assumere unità in più era troppo difficile così da permettere a tutti di rifiatare un attimo? Candidati al premio Nobel? Tutti noi vorremmo solo che fosse garantito il diritto al recupero psicofisico. Non siamo macchine e questo precario equilibrio si romperà. Questo è un grido d’aiuto di tanti come me in trincea da 12 lunghi mesi. Scusate lo sfogo, vado a letto, stasera ho la seconda notte”.

Trovate qui una breve sintesi sulle fatiche del personale di Giuseppe Landi, e qui sul bisogno di sicurezza di Angelo Goffredi, entrambi membri del Comitato esecutivo Cisl Fp dei Laghi.

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